Ogni storia che si rispetti dovrebbe cominciare dall’inizio, avere uno svolgimento con vari protagonisti che agiscono in diversi momenti e una conclusione che, nella struttura classica della fiaba, è sempre un lieto fine e cercare di raccontare una storia non ancora terminata, una storia che forse non terminerà mai o che potrebbe avere tanti finali che non si escludono l’un l’altro, non è facile. Noi, architetti, tecnici, collaboratori, Persone di COMINshop, in questa storia ci siamo ancora immersi, la stiamo costruendo giorno dopo giorno, mattone su mattone. Che cosa stiamo facendo? Da dove siamo partiti? E dove vogliamo arrivare?

Il nostro processo di cambiamento è iniziato ormai diversi anni fa: una presa di coscienza scaturita dall’osservazione del mondo in cui viviamo, lavoriamo, ci muoviamo ogni giorno, dai contesti che frequentiamo e dalle relazioni che instauriamo con gli altri. Per chi come noi si muove negli ambienti dell’architettura e del design, guardare all’Uomo e ai suoi bisogni sociali è di primaria urgenza: da qui siamo partiti con una riflessione sul nostro operato e sui nostri Valori; mettere la Persona al centro di ogni progetto significa slegare il progetto stesso da soluzioni precostituite e forme rigide, scegliendo di accogliere i bisogni contemporanei di unicità, relazione, identificazione del proprio essere nell’ambiente che ogni giorno il Cliente, la Persona vive.

Ecco dunque che per COMINshop si realizza un passaggio sottile ma estremamente carico di significato, il cambiamento di una parola che simboleggia una virata di senso: “lo spazio prende forma” evolve a “lo spazio prende vita”, come vivo è l’uomo che lo abita, come vive sono le relazioni che si instaurano al suo interno, come viva è la spinta che ogni giorno ci porta a guardare al futuro e a orientare il nostro cambiamento. Tutto questo è ancora oggi per noi il nostro pane quotidiano e a partire da questa consapevolezza motiviamo il nostro agire con tutti i nostri interlocutori, in primis chi si rivolge a noi per dare vita al proprio spazio, al proprio sogno, al proprio negozio. Il mondo oggi chiede un plusvalore che va oltre la funzionalità, chiede esperienza oltre all’arredamento (parola, quest’ultima, ormai caduta in disuso: si parla di ambiente, di spazio multisensoriale, di experience); e il nostro mutamento di linguaggio – che rispecchia una consapevolezza aziendale e una predisposizione mentale di tutti noi – è la dimostrazione che COMINshop ha gli strumenti per andare in questa direzione.

Oggi, alla vigilia dei nostri 60 anni, raggiungiamo un’altra tappa importante di questo percorso con un intervento su quello che chiamavamo “showroom”. Usare il passato è d’obbligo: noi non stiamo rinnovando il nostro showroom, bensì stiamo superando il concetto stesso di showroom. Inteso come sala d’esposizione e di vendita di prodotti vari, il nostro showroom non lo è mai stato e questo perché il superamento del prodotto in senso stretto per noi è avvenuto già da tempo; tuttavia uno sguardo approfondito a questo ambiente ci ha fatto prendere coscienza del fatto che un’expo strutturata da forme imposte a priori non rispecchiava più la nostra filosofia. La nostra vetrina non raccontava la storia che stiamo narrando, e questo ci ostacolava anche nella relazione con il Cliente. Molte spesso ormai le nostre relazioni avvenivano “fuori”, lontane dallo showroom, con una parziale perdita di senso dei nostri Valori aziendali. Come risolvere? Come far sentire al Cliente la nostra “pancia”? Come rivolgersi con il cuore, quel grande cuore rosso che spicca nel nostro racconto?

Cambiare abito? Non più in linea. Ricostruire lo showroom secondo le tendenze contemporanee? Troppo poco! Guardare al futuro con coraggio, ironia, provocazione, fiducia, un po’ di timore, ma poi osare dando un’anima a questo ambiente: è su questi principi che si è fondato il nostro progetto. Come sarà il nostro showroom nel 2027? Immaginiamolo oggi! Superiamo il tempo, varchiamo i confini dello spazio. Ma soprattutto, possiamo ancora chiamarlo showroom?  Questo termine per noi è ormai obsoleto, ecco perché ArtInPro veste meglio lo spirito di questa scelta aziendale, dove Art sta per Arte, Artigianalità e Pro sta per quel Progresso necessario e continuo che ci contraddistingue. Oggi questo spazio, dove il significato primario della materia viene sublimato per assumere significati nuovi e molteplici, dove si trovano possibilità, ispirazioni, spunti di riflessione, soluzioni inaspettate, dove il fattore umano è protagonista, ci piace pensarlo come un luogo dove tutto è possibile.

Per qualcuno un’operazione come questa – intesa dal punto di vista sia mentale che materiale – può sembrare un punto d’arrivo mentre per noi è una tappa, importantissima, del cammino. È un modo per (ri)trovare e rappresentare noi stessi in un modo diverso, nuovo e più consapevole; è anche avere la possibilità di muoversi in un contesto che valica i confini dello spazio e del tempo per produrre nuovi significati per chi si affida a noi. Trasformare noi stessi ed essere al tempo stesso luogo di trasformazione del nostro Cliente.