Nuove tecnologie, clienti, aspettative e nuove propensioni d’acquisto. L’attuale commercio al dettaglio è pronto ai cambiamenti in atto? Sarà pronto a soddisfare le future esigenze di un consumatore sempre più attento, informato e digitale?
Oppure sarà destinato all’estinzione? Cederà il passo ai big player dell’online o ai negozi “super tecnologici” dei grandi marchi?

A questo scenario di turbamento e pessimismo generale, dove sembra che non ci sia un “domani” certo per le piccole attività locali, vorrei dare una svolta. Perché il futuro non è così negativo come si suole pensare. Anzi. Le opportunità ci sono e giocano proprio a favore dei negozi fisici che hanno saputo o sapranno rinnovarsi e rilanciarsi.

Lunga vita ai negozi

I numeri e le statistiche lo confermano: malgrado l’ineluttabile crescita esponenziale dello shopping online, si prevede che – in Italia – nel 2025 oltre l’80% di tutte le vendite al dettaglio saranno sviluppate nei negozi fisici reali.

Un numero da capogiro, che ben ci fa intendere quanto gli italiani siano ancora legati all’acquisto in negozio; vuoi perché amino provare il prodotto (il 42%) o semplicemente per abitudine e fiducia (29%).

Quindi: lunga vita ai negozi.
Questa è la buona notizia.

Ora, però, passiamo alle “opportunità”. Perché è impensabile aspettarsi che le persone entrino in negozio senza averle prima stimolate e coinvolte. E una volta in negozio, è difficile riuscire ad aumentare le vendite senza aver prima emozionato e intrattenuto i clienti.

I negozi del futuro

La partita non si gioca più tra Big Player e piccole realtà, ma fra negozi che vendono quasi esclusivamente promozionalità e altri che offrono acquisti esperienziali, un ottimo servizio clienti, negozi vivaci e integrazione con l’online.

Non è la vendita al dettaglio, quindi, a essere in pericolo, ma tutti quei punti vendita noiosi, indifferenziati, con un marketing basico, promozioni ripetitive dove l’unica leva usata è quella del prezzo e con una location dal format standard e anonimo.

È l’unione tra tecnologia, branding e design a fare la differenza oggi, tra un negozio dal futuro certo e uno a rischio di estinzione.

Infatti, secondo Fabio Fulvio, responsabile del settore politiche per lo sviluppo della Confcommercio, la ricetta vincente “è aggiungere esperienza: la spesa è una cosa, lo shopping è un’altra, deve diventare un momento divertente. Il negozio deve essere bello, trasmettere il piacere di provare il prodotto, avere personale preparato, capace di coinvolgere il consumatore o di condividere le sue passioni. In più il commerciante deve imparare a vendere tramite il web, avere un bel sito, usare i social”.

Tecnologia, Emozione e Design

Questi sono i tre aspetti chiave su cui i negozianti devono investire nei prossimi anni. A chiederlo sono proprio i consumatori, i quali si aspettano un’esperienza d’acquisto innovativa, più pratica e intuitiva, in certi casi molto simile allo shopping online, in altri casi emozionante e coinvolgente.

Dal punto di vista tecnologico si parla di sensori (Beacon) in grado di raccogliere i dati dei clienti, attivando messaggi personalizzati; schermi interattivi/display dove poter intrattenere i clienti e/o finalizzare un acquisto online per i prodotti non disponibili in negozio (avvicinando online all’offline); comunicazione visive attraverso luce a LED che illuminano i prodotti di punta; profumi e suoni attivati da sensori di movimento per rendere dinamico, emozionale e mutevole l’ambiente… Soluzioni all’apparenza futuristiche, tuttavia già in voga in molte città d’Italia e destinate a entrare prepotentemente anche nelle botteghe del commercio al dettaglio.

Il secondo aspetto è più legato al “concetto di negozio”, il quale non è più inteso (solo) come luogo d’acquisto ma si evolve, diventando un “luogo esperienziale”. Ecco che attraverso i display, le dimostrazioni, le conferenze, gli spettacoli di intrattenimento, i negozi perdono la loro classica connotazione per trasformarsi in un ambiente dove vivere esperienze ed emozioni. Un luogo dove relazionarsi e confrontarsi con il personale di vendita, ma anche con altre persone con le stesse affinità e passioni. Vere e proprie aree che puntano alla connessione emotiva con il consumatore.

“Ciò che influenza lo shopping moderno è la tecnologia integrata che influisce sulla modalità e il luogo in cui si svolgono gli acquisti”


Il design del negozio è il collante.
È ciò che dà un carattere distintivo all’ambiente, accoglie e trattiene i clienti più a lungo.Ciò che riesce a integrare, in modo armonioso, tutta la tecnologia essenziale oggi per raccogliere i loro dati, per analizzare l’esperienza in negozio e competere sul mercato.
Ecco perché, quando si ripensa al restyling del negozio, è fondamentale saper mettere insieme ed equilibrare questi tre elementi essenziali.

I punti vendita che abbracciano questa logica di rilancio del negozio potranno ottenere tre tipi di vantaggi:

  • il miglioramento dell’esperienza del cliente sia online che in negozio,
  • l’ottimizzazione della catena di approvvigionamento,
  • lo sviluppo di nuove opportunità di profitto.

Futuro del commercio al dettaglio

Il futuro del commercio al dettaglio dipende dalla capacità di mettere a punto modelli commerciali innovativi e di trarre il massimo da nuove opportunità, quali ad esempio il restyling del negozio seguendo i tre concetti chiave identificati.

Le 6 regole chiave da tener a mente sono:

  1. La vendita al dettaglio non è morta, ma deve rinnovarsi per sopravvivere
  2. Dura vita per i negozi impersonali e “noiosi” che puntano solo sulla leva del prezzo
  3. I negozianti in difficoltà hanno diverse opportunità per rilanciare la propria attività, tuttavia devono saper scegliere la giusta strada da percorrere
  4. Bisogna imparare a fare i conti con Amazon e gli altri Big Player digitali, differenziandosi, puntando sul servizio e sui prodotti di nicchia
  5. Si deve iniziare e fare meglio… e in fretta
  6. Ora è il momento migliore per cambiare

Contattaci per rilanciare il tuo negozio