Impresa e cultura viaggiano insieme verso il futuro, fuori e dentro l’azienda. ARTU di COMINshop è stato testimone di come quello tra impresa e cultura può essere considerato un nuovo binomio vincente. Giovedì 25 gennaio, infatti, ARTU ha ospitato “Nice to meet you”, performance live degli allievi del corso FSE “Tecnico in preparazione di eventi culturali”, organizzato da Unindustria Servizi & Formazione Treviso Pordenone.

Nel corso dell’evento è emerso come la cultura, sotto le più svariate forme artistiche (teatro, musica, storytelling, danza,  fotografia…) possa aiutare le aziende a distinguersi nel mercato, a raggiungere nuovi target e a far crescere il proprio fatturato, il territorio in cui operano e le persone che lo vivono. Inoltre, si è evidenziato come la cultura d’impresa possa favorire un nuovo modo di fare business orientato al miglioramento del benessere dei lavoratori, per ottenere insieme un vantaggio competitivo sostenibile.

CULTURA D’IMPRESA

Il buon “capitano di vascello”

All’interno dell’azienda sono i rapporti umani a fare la differenza. Il compito del leader è coinvolgere tutti i componenti del team. Condividere informazioni, conoscenza e strumenti operativi favorisce infatti il confronto e aiuta ad affrontare le sfide. È così che si lavora in COMINshop.

Intervistato dall’inviato del Tg2, Andrea Romoli, l’AD di COMINshop e fondatore di 4Dthinking, Andrea Bravin, ha raccontato la sua esperienza aziendale.
“Per restare sul mercato bisogna avere la capacità di offrire qualcosa di diverso – ha sottolineato Romoli – . ARTU ad esempio, non è un vero è proprio luogo, ma qualcosa che rende concreto il concetto di esperienza emotiva”.

 

 “Il nostro prodotto è diventato un significato. Per comprenderlo abbiamo creato un team diverso, che oltre alla testa, nel lavoro ci mette la pancia e il cuore. Così la tecnica è diventata humanitas”.

Andrea Bravin, AD di COMINshop e fondatore di 4Dthinking

 

In COMINshop si condividono gli obiettivi. Per giungere al risultato ognuno fa tesoro delle sue competenze, esperienze, intuizioni. “Quando il personale è ispirato – spiega Andrea Bravin -, si inventa strade diverse e sa affrontare un contesto aziendale che da complicato è diventato complesso, cioè imprevedibile. A guidare è chi sa la strada, non necessariamente chi è a capo dell’azienda”.

Ogni azienda intraprende il suo percorso. E in ogni suo passo, durante il viaggio, porta con sé una valigia che contiene idee, tecniche, conoscenze… “È importante che in questa valigia ci sia sempre anche uno spazio vuoto – precisa Andrea Bravin – dove inserire qualcosa da portare a casa, qualcosa di nuovo, che ci aiuti a vedere le cose in modo diverso. Noi imprenditori di solito abbiamo paura del vuoto: dobbiamo invece ricordarci che al nostro fianco ci sono altre persone che possono riempirlo insieme, o senza di noi”.

 


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CULTURA PER L’IMPRESA

In viaggio verso il futuro

 

L’evento realizzato in ARTU, il primo aperto al pubblico dopo i festeggiamenti per il sessantesimo, era perfettamente in linea con lo spazio che lo ospitava. Ambiente e performance si sono fusi in modo naturale all’insegna della creatività e di un nuovo approccio al marketing, orientato alla cultura.

Tredici operatori culturali si sono rivolti ad un pubblico di imprenditori, con varie performance artistiche, sotto la regia di Caterina Comingio. Dopo i saluti istituzionali del direttore di Unis&f Treviso Pordenone, Giuseppe Antonello, del direttore di Unindustria Pordenone, Paolo Candotti, e del responsabile del corso, Stefano Parisotto, lo spettacolo è iniziato con la presentazione di Grazia Pizzoli. Per lei, esperta di marketing aziendale, passione e determinazione sono gli elementi che fanno la differenza, nel lavoro, come nella vita.

A seguire Silvia Zucchet ha esposto gli strumenti con i quali è possibile fare cultura all’interno dell’impresa: immagini, vocaboli, grafiche e suoni. Paola De Franceschi ha raccontato il potere della parola e del marketing culturale per lo sviluppo del territorio e dell’identità aziendale. Francesca Ceccato, attraverso l’ironia di un dialogo immaginario tra un’azienda e un’operatrice culturale, ha mostrato come la cultura possa essere la soluzione per chi vuole distinguersi nel mercato attuale.

Lara Trevisan, proiettando le sue fotografie, ha presentato l’evoluzione di ARTU, da luogo apparentemente grezzo a spazio delle idee. Tra danza e teatro si è sviluppata la performance di Sara Di Maio, sul flusso creativo per il benefit aziendale. Renzo Del Cont, partendo da un’esperienza personale, ha sottolineato l’importanza della progettazione in qualsiasi tipologia di evento. A tessere le fila di questo viaggio alla scoperta di un modo nuovo per fare impresa, infine, prima dell’esibizione della cantante Veronika (Veronica Di Lillo), è stata Patrizia Beorchia, con la sua relazione conclusiva.

Hanno collaborato al progetto: Benedetta Chiaradia, Irene Crocco, Giulia Meozzi, Carola Serantoni, Caterina Rover ed Enrico Missana.

 


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Francesca Ceccato, giornalista e copywriter