Siamo una fabbrica di design
che produce prodotti di marketing
Siamo una fabbrica con un’apertura totale verso le persone.
In ogni ufficio di progettazione, in ogni reparto di produzione è profonda la volontà di coinvolgimento, esteso il senso di partecipazione.
In Comin, tutti possono trasmettere le loro competenze, condividere le loro esperienze, esprimere le proprie opinioni.
Abbiamo un grande spazio capace di contenerle e di farle vivere.
Tutte.
In quello spazio che tutto contiene, tutti contribuiscono a crearlo e a riempirlo con proposte, argomentazioni e soluzioni.
Perché è la squadra il vero luogo di lavoro di ognuno.
È lì, in quello spazio di interazioni umane, che nasce ogni giorno il nostro mestiere: progettare design per produrre prodotti di marketing.
Abbiamo due punti di riferimento per orientarlo: i saperi dei nostri artigiani, le competenze dei nostri designer.
Due vasi comunicanti idee, progetti e risultati consolidati in un’unica squadra.
Partiamo da un punto preciso: i nostri artigiani.
Operai specializzati con la necessaria esperienza sulle spalle: capaci di fare scelte artigianali, risolvere problemi complessi, prendere decisioni produttive.
Poi tracciamo il percorso per accompagnare i nostri progetti verso l’unicità.
È il punto di passaggio tra la creatività della progettazione e le regole della produzione. Misurazioni, tagli, verniciature, rifiniture, assemblaggi: così, l’artigianalità scorre nei reparti produttivi.
Prima è la bozza in un disegno tecnico.
Poi, acquisisce le forme di un portale, di un bancone, di una parete, di una mensola. L’installazione arriva dopo giorni di test, prove, collaudi, perfezionamenti.
A quel punto la nostra artigianalità arriva fino in fondo: fino all’apertura del nuovo negozio.
All’ufficio tecnico arriviamo dopo un lungo lavoro di esplorazione: ascolto, interviste, sopralluoghi.
Ogni progetto parte sempre dai nostri clienti: siamo artigianali fin dall’inizio. Prendiamo le misure all’idea, approfondiamo le possibilità di un suo sviluppo, tagliamo quello che non serve, definiamo la creatività del concept.
Quella che fa emergere la personalità del titolare, che fa spazio alle sue esigenze, quella che anticipa i cambiamenti del mercato, che intercetta le trasformazioni della società, che individua nuove tendenze.
Si concretizza così la bozza della scenografia disegnata per la vendita: il pensiero di architettura che si traduce con la matita in uno schizzo, con la stampa in una planimetria.
Quei centimetri di misure e quegli elementi di design esprimono non solo la potenzialità del marketing nell’esposizione dei prodotti, ma anche il senso di ospitalità che un negozio deve sapere offrire a chi fa esperienza dei suoi spazi.
Stare bene nei suoi spazi per potere scegliere o consumare bene i prodotti. La progettazione di un negozio o di un locale va oltre l’estetica del design per arrivare a fare stare bene le persone.
Quegli spazi prendono vita anche per il tempo che i clienti trascorrono. Che può essere il tempo dell’acquisto (negozio), il tempo di consumo (bar e ristoranti), tempo del relax (centri benessere), il tempo di attesa (hall delle aziende).
Perché non si acquista solo per soddisfare un bisogno, ma per vivere anche un’esperienza.
La vendita è il risultato delle interazioni materiali che i clienti hanno con i prodotti, ma anche delle interazioni umane che le persone hanno con l’ospitalità degli spazi di un negozio o di un locale.